28 dicembre 2015

PROGRAMMA

Il programma del Mir si articola in due fasi:

–  una prima fase riguarda misure urgenti, da portare a termine nel giro di pochi mesi;

– una seconda fase mira invece a cambiamenti strutturali nel medio e lungo periodo, capaci di incidere in maniera concreta sul futuro delle generazioni a venire.

Innanzitutto è necessario far ripartire l’economia attraverso una serie di interventi immediati, quali:

1. l’abbattimento del debito pubblico, attraverso:
–  una parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico,
–  un prelievo una tantum sui grandi patrimoni superiori ai 10 milioni di euro,
–  l’impiego delle riserve auree valutarie della banca d’Italia per 250 miliardi
–  l’acquisizione al patrimonio pubblico di quelle delle fondazioni bancarie e non, stimabile in oltre 250 miliardi di euro.

2. L’utilizzo di parte delle risorse sopra indicate per la riduzione della pressione fiscale, a favore delle famiglie, dei ceti medi e medio bassi, delle piccole e medie imprese, degli artigiani e dei commercianti così da favorire, da un lato, l’indispensabile ripresa dei consumi interni e, dall’altro, la riduzione dell’evasione fiscale.

3. L’utilizzo di parte delle risorse sopra indicate per aumentare la capacità di spesa dei consumatori attraverso l’aumento di stipendi e pensioni. Per iniziare il nostro programma propone di aumentare di 150 euro netti tutti gli stipendi inferiori ai 2000 euro netti mensili e di 75 euro netti tutte le pensioni inferiori ai 1500 euro netti al mese.

4. La riattivazione del credito bancario a favore delle piccole e medie imprese, degli artigiani, dei commercianti, delle famiglie. Farlo ad ogni costo, anche azzerando in gran parte l’attuale sistema bancario che ha palesemente fallito e prevedendo l’ingresso dello Stato nel capitale sociale e il ricorso dei finanziamenti della Bce.

5. La cancellazione di tutti i costi sovrastrutturali del funzionamento dello Stato:
– l’eliminazione dei privilegi;
– la limitazione dei doppi incarichi,  imponendo a chi ha più di un rapporto con l’ente pubblico di scegliere un unico trattamento retributivo;
– l’abbassamento dei costi degli organi costituzionali al livello degli altri paesi europei (tagli immediati per oltre il 60 per cento dei costi a partire da Quirinale, Parlamento, Corte Costituzionale, ecc.).

Nel lungo periodo invece il Mir si propone di:

1. Cambiare drasticamente la cultura del lavoro ricreando condizioni ottimali in cui i lavoratori possano svolgere al meglio i propri compiti.

2. Ristrutturare totalmente il sistema produttivo partendo da due fattori chiave: ricerca e innovazione

3. Indirizzare l’industria interna verso il settore della riqualificazione ambientale per ripristinare un ambiente esteticamente attraente e qualitativamente ottimale in cui vivere e al contempo creare un’offerta turistica di altissimo livello in grado di divenire uno dei propulsori della nostra economia.

4. Far ripartire l’edilizia grazie a massicci piani di demolizione e riqualificazione, finanziati dal pubblico.

5. Investire tutto il possibile in istruzione e cultura:
– per dare un futuro alle nuove generazioni
– per mantenere in Italia le menti eccellenti
– per creare poli di avanguardia competitivi all’estero
– per formare una nuova classe dirigente competente e autorevole
– perché siamo consapevoli che la cultura è la prima e indispensabile fonte di sviluppo e di crescita di un paese

6. Ristabilire la meritocrazia come unico metodo di selezione della classe politica e dirigente del domani.

Come intendiamo portare avanti questo programma?
Dove troviamo i soldi per mettere in pratica queste proposte?

Leggi LE NOSTRE IDEE.