Samorì: Ogni partito vuole una legge elettorale per sé, non per il bene del Paese

Sembra ormai abbastanza evidente che i partiti e gli stessi parlamentari non siano per nulla interessati ad approvare una legge elettorale che serva al governo del paese o almeno, se non altro, a dare a tutti rappresentanza. Ognuno vorrebbe la legge che pensa sia per lui o per il suo gruppo la più conveniente.

In realtà la logica dice che i modelli sono due. O una legge maggioritaria, collegi uninominali o meno che attribuisca alla coalizione vincente un premio di governabilità, o in alternativa una legge proporzionale pura che per lo meno dia rappresentanza a tutti senza lo sbarramento che avrebbe come unica conseguenza di indirizzare gli esclusi verso il Movimento 5S.

È esattamente la stessa situazione che si creò in Germania dal 1920 in poi dove i partiti per cercare una legge elettorale a proprio uso e consumo arrivarono ad Hitler. E i due principali artefici di quella confusione gli ex cancellieri Schilker e Von Papen: l’anno dopo furono il primo fucilato e il secondo di fatto esiliato. Con le modifiche del caso la storia tende a ripetersi.

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