Samorì: “Servono testi legislativi di diretta applicazione, per togliere potere ai burocrati e far ripartire il Paese”

ROMA, 9 set. – “Un governo di statisti e non di “piacioni” andrebbe in Consiglio dei Ministri per approvare testi legislativi di diretta applicazione senza necessità di emanare successivi decreti attuativi”.

Lo afferma Gianpiero Samorì, esponete di Forza Italia, che spiega: “Questa tecnica normativa, già utilizzata da Giolitti, Mussolini, De Gasperi, Fanfani, Moro, da degli statisti veri di cui si è persa traccia, metterebbe in condizione i cittadini di sapere con chiarezza ciò che è consentito dalla legge e ciò che non lo è; consentirebbe l’immediata entrata in vigore delle norme anticipandone gli effetti; ridurrebbe i poteri della burocrazia nelle mani della quale finiscono le deleghe per la redazione dei regolamenti attuativi”.

“Infatti – continua Samorì – i burocrati scrivono i regolamenti attuativi con un linguaggio burocratico, lontano dalla vita reale, atto ad assicurare e a mantenere la posizione di potere che gli è stata concessa. L’approvazione di testi legislativi di diretta applicazione toglierebbe quindi alla burocrazia il massimo potere che ora detiene: quello normativo”.

“Chiaramente – conclude Samorì – tutto ciò richiede una presupposto: che i ministri capiscano le norme che vengono proposte e le conseguenze che esse producono sulla società. Quanti degli attuali ministri supererebbero un semplice test sugli stessi provvedimenti approvati dal governo? Mi piacerebbe che le Iene li interrogassero sul contenuto dei provvedimenti del proprio ministero di competenza. Sarebbe la prova lampante che nessun ministro conosce il contenuto e le conseguenze delle norme che emana”.

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